Un diamante può nascondere un valore insospettabile. Scopri quali elementi incidono davvero sulla sua valutazione.
Quando si guarda un anello, magari datato, la domanda sorge spontanea: quanto vale davvero questo diamante? Capire il valore di una pietra preziosa non è immediato e non si riduce a una stima approssimativa.
Dietro il prezzo di un diamante si nasconde un sistema di valutazione preciso, basato su criteri internazionali che tengono conto sia della qualità della pietra sia del modo in cui è stata lavorata. Prima di qualsiasi decisione, come una possibile vendita, è importante sapere che esistono operatori specializzati che offrono valutazioni professionali. Tuttavia, conoscere i principi base aiuta a orientarsi e a capire se si ha tra le mani qualcosa di davvero prezioso.
Il valore di un diamante non dipende mai da un solo fattore. Il peso, da solo, non è sufficiente a determinarne il prezzo. La valutazione si basa su quattro parametri principali, noti a livello internazionale come le “quattro C”, dall’inglese: Colour, Clarity, Cut e Carat.
Il colore è uno degli elementi più rilevanti. I diamanti vengono classificati secondo una scala che va dalla lettera D alla Z. Più il diamante è vicino alla D, più è raro e prezioso. I diamanti D-F sono considerati i migliori, completamente incolori. Le fasce G-J indicano pietre di buona qualità, con leggere sfumature quasi invisibili a occhio nudo. Salendo verso K-M si entra in una qualità media, mentre i diamanti N-Z presentano colorazioni più evidenti e un valore sensibilmente inferiore.
La purezza riguarda la presenza di inclusioni o imperfezioni all’interno della pietra. Anche qui esiste una scala di riferimento: dai diamanti purissimi, indicati come IF o FL, fino a quelli con impurità visibili senza strumenti, classificati come I1. Meno imperfezioni ci sono, maggiore sarà il valore della pietra.
Spesso sottovalutato, il taglio è in realtà decisivo. Non si tratta solo della forma, ma delle proporzioni, della simmetria e della capacità del diamante di riflettere la luce. Un taglio ben eseguito esalta la trasparenza e la brillantezza della pietra, rendendola luminosa da ogni angolazione. Nel tempo, le tecniche di taglio si sono evolute proprio per valorizzare al massimo le qualità naturali del diamante.
La caratura indica il peso della pietra: un carato equivale a 0,20 grammi. Tuttavia, un diamante più grande non è automaticamente più prezioso. Ciò che aumenta in modo significativo è il valore per carato quando peso, colore, purezza e taglio raggiungono livelli elevati.
A differenza di altri beni preziosi come l’oro, soggetti a forti oscillazioni, i diamanti hanno mostrato una crescita costante del valore a partire dagli anni ’90. Pur essendo influenzato dalla qualità specifica della pietra, il diamante resta un bene che nel tempo ha dimostrato solidità. Le quotazioni ufficiali si basano su standard ben definiti, ma un taglio poco accurato può ridurre sensibilmente il prezzo finale.
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