La nuova frontiera della haircare è la semplicità: movimenti lenti, olio pre-shampoo e doppia spazzola.
Nel mondo della cura dei capelli, il lavaggio è sempre stato considerato un gesto meccanico, un passaggio obbligato. Oggi, invece, viene ripensato come una fase centrale della beauty routine. Il motivo è semplice: se fatto nel modo corretto, aiuta a stimolare il cuoio capelluto, a migliorare la salute delle radici e a mantenere le lunghezze più disciplinate e idratate. Non servono prodotti complicati né tecnologie costose. Bastano acqua tiepida, movimenti precisi e una nuova attenzione alla sequenza dei gesti.
L’obiettivo non è solo quello di pulire, ma di trasformare il lavaggio in un momento funzionale e rilassante, che agisca in modo equilibrato su tutta la struttura del capello. I movimenti circolari eseguiti lentamente durante lo shampoo migliorano la microcircolazione, contribuendo a ossigenare meglio i tessuti. Il risultato si vede e si sente: cuoio capelluto più attivo, meno tensioni muscolari e una chioma più forte alla radice. Un piccolo dettaglio può fare la differenza anche sul lungo periodo.
Il primo elemento della nuova routine è l’olio pre-shampoo, usato per preparare il fusto e la pelle al contatto con l’acqua. Il più indicato è l’olio di camelia, che da secoli in Giappone viene utilizzato per ammorbidire e lucidare i capelli senza appesantire. Va applicato prima del lavaggio, lasciato agire per qualche minuto, poi rimosso con un primo shampoo delicato.
La fase successiva è la doppia detersione. Il primo shampoo serve a eliminare le impurità superficiali come smog, sebo o prodotti styling. Il secondo completa il lavoro e, se abbinato a un massaggio circolare, migliora la risposta del cuoio capelluto. Le mani devono muoversi con calma, senza pressione eccessiva, concentrandosi sulle aree intorno alla nuca, alla sommità e ai lati.
Dopo lo shampoo, si può inserire un gesto poco noto ma efficace: la doppia spazzolatura. Usare due spazzole contemporaneamente, una a destra e una a sinistra, partendo dalla nuca e risalendo verso la sommità, aiuta a rilassare i muscoli cranici, ma anche a favorire la circolazione locale. Non è un trucco da salone, ma una tecnica che trova riscontri anche in ambito tricologico.
Segue poi l’applicazione di un balsamo o una maschera, solo sulle lunghezze. Non va mai messo vicino alle radici. Dopo il tempo di posa, il risciacquo va fatto con acqua fredda o quasi fredda: questa chiude le squame del capello, lasciandolo più liscio e luminoso.
Dopo il risciacquo, la fase dell’asciugatura richiede attenzione alla pressione e alla temperatura. Mai strofinare con l’asciugamano: meglio tamponare, e poi passare a un pettine a denti larghi o una spazzola a setole morbide, per evitare di spezzare il capello ancora umido.
Quando si usa il phon, la temperatura deve essere media, mai troppo alta. È bene mantenere una certa distanza dalla testa, orientando il flusso in direzione della crescita dei capelli, per non sollevarne le cuticole. In questa fase è consigliabile non affrettare l’asciugatura, lasciando che l’umidità residua venga assorbita gradualmente.
Per concludere, una piccola quantità di olio (di nuovo, camelia o argan) può essere distribuita solo sulle punte, per conferire lucentezza e ridurre l’effetto crespo. Non si tratta di styling, ma di trattamento finale, che sigilla la routine e migliora l’aspetto complessivo della chioma. Usato con costanza, questo tipo di approccio riduce la necessità di ricorrere a maschere intensive o tagli correttivi. Ogni passaggio ha un suo scopo: preparare, pulire, rinforzare, proteggere.
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