Gettare i vestiti non è mai una scelta neutra: scopri perché e quali soluzioni esistono vicino a te.
Capita a tutti, prima o poi, di fare ordine nell’armadio e ritrovarsi con una pila di vestiti che non si indossano più. La tentazione di buttarli via è forte, soprattutto quando il tempo scarseggia.
Eppure, quello che sembra un gesto banale può trasformarsi in un errore difficile da rimediare. Non solo per una questione ambientale, ma anche per implicazioni sociali e persino legali che oggi non possono più essere ignorate.
Dal 2025 smaltire abiti e tessuti nell’indifferenziato non è più consentito: chi lo fa rischia una sanzione. Ma il problema va ben oltre la multa. L’industria tessile è tra le più impattanti al mondo, responsabile di una quota significativa delle emissioni globali di gas serra e di un enorme consumo di acqua dolce. Ogni capo gettato rappresenta uno spreco di risorse che hanno già gravato sull’ambiente.
Inoltre, non tutti gli abiti conferiti nei cassonetti dedicati vengono realmente riutilizzati. Una parte consistente finisce comunque in discarica o viene esportata in altri continenti, dove contribuisce a creare emergenze ambientali e sociali, soprattutto in alcune aree dell’Africa. Buttare un vestito significa quindi perdere l’occasione di dargli una seconda vita utile.
La soluzione più efficace è anche la più semplice: donare. In quasi tutte le città esistono realtà organizzate che raccolgono abiti usati per distribuirli a persone e famiglie in difficoltà. Il primo punto di riferimento può essere la parrocchia del proprio quartiere, informandosi sui periodi di raccolta e sulle reali necessità. È importante donare capi puliti, in buono stato e adatti alla stagione.
Accanto alle parrocchie, gli Empori solidali svolgono un ruolo fondamentale. Sono presenti in tutta Italia e funzionano come veri e propri negozi, ma senza vendita: gli abiti vengono distribuiti gratuitamente o con contributi simbolici a chi è segnalato dai servizi sociali.
Esistono poi organizzazioni strutturate che operano a livello locale e nazionale. Caritas, presente in tutte le regioni, raccoglie e redistribuisce vestiti attraverso una rete capillare. Humana Italia, invece, unisce riutilizzo e riciclo, con migliaia di contenitori sparsi sul territorio e un impatto positivo sia sociale che ambientale.
In alcune città operano progetti specifici come Città Ecosolidale di Sant’Egidio nel Lazio, Progetto Abito in Piemonte o realtà locali come Binario 95 a Roma e Pane Quotidiano a Milano, che accettano donazioni mirate per rispondere a bisogni concreti.
Per chi ha poco tempo, esistono soluzioni ancora più immediate. Alcune realtà offrono il ritiro a domicilio degli abiti usati, facilitando la donazione senza spostamenti. Altre selezionano i capi per stagione, taglia e tipologia, rimettendoli in circolo in modo ordinato e responsabile.
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