Gli esperti hanno spiegato perché indossare i jeans durante l’inverno non è una grande idea: come puoi sostituirli.
Quando le temperature scendono sotto lo zero, molti scoprono rapidamente che i jeans non sono il capo ideale per affrontare il freddo.
Nonostante la loro diffusione e la percezione comune di robustezza, il denim si rivela uno dei materiali meno adatti alle condizioni invernali rigide. La sensazione di freddo intenso sulle cosce, tipica delle giornate più gelide, non è un’impressione soggettiva: ha spiegazioni precise legate alla struttura del tessuto.
Il denim è un tessuto di cotone a trama fitta. Questa caratteristica, che lo rende resistente e durevole, non offre però alcuna protezione termica. Il cotone non trattiene calore, non crea camere d’aria isolanti e, soprattutto, assorbe rapidamente l’umidità. Sudore, neve, pioggia leggera o semplicemente l’umidità dell’aria penetrano nel tessuto, che una volta umido perde completamente la capacità di mantenere una temperatura confortevole. In condizioni di freddo intenso, il denim diventa quindi un conduttore: trasferisce il gelo dall’esterno direttamente alla pelle.
È il motivo per cui, dopo pochi minuti all’aperto, le gambe iniziano a irrigidirsi e il freddo si trasforma in un dolore pungente, soprattutto nella zona delle cosce. La diffusione dei jeans come capo “universale” porta molti a considerarli adatti a qualsiasi stagione. Il peso del tessuto e la sua rigidità danno una falsa sensazione di protezione. Tuttavia, ciò che conta in inverno non è lo spessore, ma la capacità di trattenere aria calda e respingere l’umidità, due proprietà che il denim non possiede.
La differenza diventa evidente quando si osservano persone abituate a lavorare all’aperto in climi rigidi: operai, tecnici e addetti alla manutenzione raramente indossano jeans durante l’inverno, preferendo pantaloni imbottiti o tecnici progettati per isolare dal vento e mantenere costante la temperatura corporea.
La protezione dal freddo, infatti, si basa sulla stratificazione. Il primo livello è uno strato termico aderente, in lana merino o materiale sintetico traspirante, che trattiene il calore corporeo e allontana l’umidità. Sopra questo, servono pantaloni che creino una barriera termica stabile, come modelli in pile, softshell invernali o versioni imbottite. Questi materiali intrappolano aria calda e proteggono dal vento, creando un microclima più confortevole.
Per chi affronta condizioni particolarmente rigide, uno strato esterno antivento o impermeabile può migliorare ulteriormente la protezione. Molti tentano di rendere i jeans più caldi indossando leggings o collant sotto. La soluzione offre un miglioramento, ma non elimina il problema principale: il denim continua ad assorbire umidità e a raffreddarsi rapidamente.
In caso di contatto con superfici fredde, il tessuto esterno si comporta come un impacco ghiacciato, rendendo inefficace lo strato interno. La resistenza al freddo non dipende dalla tolleranza personale, ma dalla scelta dei materiali. In inverno, soprattutto nelle giornate più rigide, sostituire i jeans con pantaloni tecnici o stratificati può fare una differenza significativa in termini di comfort, salute e mobilità. È un cambiamento semplice, ma spesso decisivo per affrontare la stagione senza rinunce.
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