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Il nuovo orologio Louis Vuitton Monterey rende omaggio al primo orologio da polso della Maison disegnato da Gae Aulenti

Il Louis Vuitton Monterey rievoca l’originale visione orologiera e lo spirito audace della Maison, reinterpretando un orologio che ha segnato un’epoca e oggi ambito oggetto di culto.

La Maison presenta il Louis Vuitton Monterey, realizzato in edizione limitata, è un segnatempo ispirato alle forme del primo orologio da polso mai creato da Louis Vuitton alla fine degli anni ’80.

Oggi La Fabrique du Temps Louis Vuitton oggi eleva i codici estetici grazie ad un savoir-faire eccezionale: il Louis Vuitton Monterey si presenta in oro giallo, con uno sorprendente quadrante in smalto Grand Feu bianco che richiama l’impronta grafica originale, sostituendo il calibro al quarzo dell’epoca con un movimento automatico. L’orologio è realizzato in edizione limitata di 188 esemplari.

«Reinterpretare una creazione significa rispettarne il design e lo spirito. Manteniamo gli stessi codici grafici, cercando però una sensazione più moderna e sofisticata», afferma Matthieu Hegi, Direttore Artistico de La Fabrique du Temps Louis Vuitton.

Omaggio aII’anticonformismo

Nel 1988, Louis Vuitton svela i suoi primi orologi da polso, LV I e LV Il, collaborando con la celebre architetto e designer italiana Gae Aulenti, appena reduce dalla trasformazione dello Gare d’Orsoy di Parigi nell’omonimo museo. Aulenti, figura chiave del design degli anni ’60, firma per Louis Vuitton de modelli d’avanguardia che integrano elementi ispirati ai viaggi: scala ferroviario, Motorio, funzione GMT e ora mondiale.

Il LV I, con cassa da 40 mm priva di anse e in oro bianco o giallo, si distingue per la corona posizionato a ore 12, come negli orologi da tasca. Il LV I, versione più compatto da 37 mm, è realizzato in ceramica antigraffio nera o verde e aggiunge la funzione sveglia.

Il design d’impatto conquista i collezionisti e contribuisce a far nascere il soprannome Monterey, ispirato alla pronuncia americana di montre (orologio in francese), dato che i modelli originali erano denominati Montre 1 e Montre 2.

A quasi quarant’anni dal debutto, i modelli LV I e LV Il del 1988 tornano alla ribalta: indossati oggi da personalità e collezionisti influenti, sono apparsi anche in passerella durante lo sfilata Autunno-Inverno 2025 di Louis Vuitton a Parigi, dove il Direttore Artistico delle Collezioni Donna, Nicolas Ghesquière, ha abbinato look ready to wear agli orologi originali del 1988.

Una reinterpretazione audace

Riprendendo l’estetica decisa e lo spirito innovativo del primo orologio della Maison, il nuovo Louis Vuitton Monterey rappresenta una rilettura raffinata ma audace dell’originale. I codici fondanti del design vengono esaltati dal savoir-faire de La Fabrique du Temps Louis Vuitton: una cassa da 39 mm in oro giallo, quadrante in smalto Grand Feu, e movimento automatico sviluppato internamente che sostituisce il movimento al quarzo originale. 

Il quadrante minimalista, esclusivamente ore e minuti, mantiene l’impronta grafico dell’originale attraverso accenti rossi e blu sulle de scale di lettura. In omaggio al debutto del 1988, il Monterey è prodotto in edizione limitata a 188 esemplari.

L’arte dello smalto

Il quadrante in smalto Grand Feu celebra una delle arti orologiere più antiche. Questa tecnica garantisce non solo brillantezza e profondità eccezionali, ma anche resistenza al tempo e stabilità del colore. 

Realizzare un quadrante in smalto Grand Feu richiede circa 20 ore di lavoro e numerosi passaggi: l’applicazione di strati multipli di smalto vetroso su una base metallica, alternata a cotture ad alte temperature (800—900° C), ognuna con il rischio di rottura.

Il bianco è uno dei colori più difficili da ottenere: la polvere di smalto viene analizzata al microscopio, applicata a mano su una base in oro bianco e cotto in strati successivi per ottenere la giusta opacità. Una volta creato uno strato uniforme, il quadrante viene lappato con corto abrasiva, quindi vetrificato con dieci cotture a 720 °C, per ottenere l’effetto opalino unico dello smalto.

Segue la decorazione a tampone: la polvere smaltata viene mescolata fino a ottenere una pasta per la stampa dei motivi nei tre colori (blu, rosso, nero). Sono necessarie otto applicazioni per ciascun colore, quattro a 460° C, altre quattro a 600° C, per creare la profondità grafica desiderata.

Le lancette in oro bianco smaltato, ore e minuti, presentano uno stile “syringe” con laccatura rossa, mentre quella dei secondi è in acciaio azzurrato. Il quadrante è completato dalle diciture “FAB. EN SUISSE” e “LOUIS VUITTON PARIS”.

Una cassa ironica

L’omaggio al patrimonio permea anche la cassa del Louis Vuitton Monterey, interamente prodotta e lucidata a mano presso La Fabrique des Bottiers Louis Vuitton. L’originale forma arrotondata in oro giallo da 39 mm si arricchisce della corona ispirato agli orologi da tasca, posizionata a ore 12.

Particolare attenzione è data alla corona di carica, ingrandita e decorata a mano con motivo Clous de Paris, per offrire una sensazione tattile e visiva unica.

In omaggio alla visione avanguardistica di Gae Aulenti, la costruzione del fondello e l’assenza di anse vengono reinterpretati. Il cinturino a sgancio rapido richiama il monello originale del 1988, mentre l’incisione “1 of 188” sul fondello, visibile solo rimuovendo il cinturino, rende l’orologio ancora più esclusivo.

Un nuovo cuore meccanico

La cassa accoglie il calibro automatico LFT MA01.02, realizzato internamente da La Fabrique clu Temps Louis Vuitton. Nonostante il fondello chiuso, il movimento riflette la stessa meticolosità dell’estetica esterna: platino con decorazione circolare, ponti sabbiati, angoli micro-sabbiati.

Il rotore in oro rosa 18 carati presenta tagli a V ispirati al Monogram Louis Vuitton mentre sotto al bariletto si cela il poinçon LFT, sigillo di eccellenza della manifattura. Il calibro oscilla a 28.800 alternanze/ora (4Hz) e offre 45 ore di riserva di carica. I rubini incastonati in zaffiro incolore conferiscono un aspetto moderno e sofisticato.

«Questo orologio rappresenta una simbiosi tra passato e presente, rispettando il design e lo spirito dell’originale, reinterpretato per il mondo di oggi», conclucle Matthieu Hegi.

«Abbiamo mantenuto lo spirito “pebble”, il cinturino iconico, la corona a ore 12. Lo smalto bianco e le sue decalcomanie celebrano l‘arte orologiera duratura, con una brillantezza e una profondità cromatica che dureranno nel tempo».

Coniugando passato e contemporaneità, la Maison crea un orologio senza tempo, che guarda al futuro. Un capolavoro di savoir-faire che celebra il patrimonio con un nuovo spirito.

Credits: © Courtesy of Louis Vuitton

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Pubblicato da
Rosalba Radica

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