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Espace Louis Vuitton Tokyo: Rina Banerjee

L’Espace Louis Vuitton Tokyo presenta la mostra Rina Banerjee – “You Made Me Leave Home… – selected work from the Collection

In occasione del 20° anniversario degli Espaces Louis Vuitton e del 10° anniversario del programma “Hors-les-murs” della Fondation Louis Vuitton, l’Espace Louis Vuitton Tokyo presenta una mostra dedicata all’artista della diaspora dell’Asia meridionale, Rina Banerjee, la quale trasforma una vasta gamma di oggetti comuni in mitiche sculture monumentali e complesse installazioni fantasmagoriche.

Questa esposizione fa parte del programma “Hors-les-murs”, che consiste nella presentazione di opere della Collezione della Fondation Louis Vuitton a Tokyo, Monaco, Venezia, Pechino, Seoul e Osaka, incarnando così la missione della Fondazione di rendere accessibili a un pubblico più ampio progetti internazionali di rilievo.

Nelle sue opere, Rina Banerjee utilizza elementi che riflettono residui culturali e materiali del colonialismo — tessuti, uova di struzzo, piume, candelabri di vetro — così come oggetti di uso quotidiano provenienti da contesti diversi come fili di cotone e polveri di cocco, molti dei quali originariamente prodotti nel “Sud Globale” (o come la definisce Banerjee, la “zona tropicale”).

In questa mostra intitolata “You made me leave my happy home to become someone else aware, a diasporas without origin to be redded again this is living and in this ways the joy of one earthly place, hope of eternal intimacy. Intimate in Nature.”, Banerjee seleziona diciannove opere, che spaziano tra installazioni, sculture e dipinti, riflettendo sui viaggi in terre lontane e sull’eredità del colonialismo.

L’esposizione è concepita attorno all’opera “In an unnantural storm a world fertile, fragile and desirous, polluted with excess pollination…” (2008), un’installazione monumentale parte della collezione della Fondation e presentata qui per la prima volta, che racconta la meraviglia e la precarietà degli avventurosi viaggi internazionali (ispirandosi al romanzo dello scrittore francese Jules Verne Il giro del mondo in 80 giorni). L’opera è rappresentativa del suo lavoro dal lato concettuale, strutturale (es. una cupola appesa al soffito, con una cascata di oggetti sottostanti) e formale (es. colore e luce). Insieme alla sua recente installazione Black Noodles (2023), che affronta il tema del commercio internazionale dei capelli umani e il suo contesto politico, viene stabilito un quadro concettuale e formale per questa mostra.

Nei suoi lavori, tra cui una nuova serie di dipinti realizzati nel 2026, l’artista, con un’estesa conoscenza dell’arte indiana precedente al XIX secolo, integra materiali, motivi e iconografie dell’Asia meridionale per creare figure femminili che richiamano divinità induiste. L’arte di Banerjee parla della natura molteplice, fluida e multidimensionale del “sé” ed esplora la sua stessa identità come immigrata che ha vissuto in diversi continenti, in differenti momenti della vita e periodi storici.

Courtesy of Louis Vuitton

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Pubblicato da
Rosalba Radica

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