In occasione del 20° anniversario degli Espaces Louis Vuitton e del 10° anniversario del programma Hors-les-murs della Fondation Louis Vuitton, l’Espace Louis Vuitton Osaka presenta una mostra dedicata all’opera dell’artista americano Jeff Koons, ripercorrendone la pratica dalle iconiche serie degli anni Ottanta fino ai più recenti dipinti monumentali.
La mostra fa parte del programma Hors-les-murs, che presenta opere della Collezione negli Espaces Louis Vuitton di Tokyo, Monaco, Venezia, Pechino, Seoul e Osaka, incarnando la missione della Fondation Louis Vuitton di realizzare progetti internazionali e raggiungere un pubblico globale sempre più ampio.
Jeff Koons occupa una posizione singolare nell’arte contemporanea fin dagli anni Ottanta. La sua opera trascende la banalità artistica per esplorare la tensione tra cultura popolare e cultura alta, combinando oggetti domestici, linguaggi pubblicitari, iconografia infantile e riferimenti alla storia dell’arte. Paintings and Banality indaga come Koons, per oltre quattro decenni, abbia preso ciò che la società considera privo di valore e gli abbia attribuito una nuova dignità, mettendo in luce il peso simbolico ed emotivo degli oggetti e delle immagini quotidiane. Attraverso opere prese da alcune delle sue serie più iconiche che costituiscono una parte significativa del suo percorso, la mostra rivela come l’artista regga uno specchio di fronte all’osservatore, riflettendo ciò che ne definisce l’identità — sia individuale che collettiva — ed esplorando concetti universali come bellezza e piacere.
L’artista ottenne notorietà a metà degli anni Ottanta presentando teche in vetro o plexiglass contenenti oggetti industriali, beni di consumo prodotti in serie o readymade, come aspirapolveri, lavatappeti e, come esposti qui in Three Ball 50/50 Tank (1985), palloni da basket. Tutti simboli del Sogno Americano che, nel repertorio di Koons, acquisiscono lo status di autentiche opere d’arte. Qualche anno dopo abbandonò i readymade per produrre oggetti comuni di propria realizzazione. Nella serie Banality (1988), qui rappresentata da Woman in Tub e Wild Boy and Puppy, fonde riferimenti fumettistici, immaginario pop e ricordi personali, creando sculture di straordinaria perizia tecnica che sfumano i confini tra arte, industria e cultura di massa.
Courtesy of Louis Vuitton
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