Culture

La Fondation Louis Vuitton inaugura la nuova Mostra “Gustave Fayet: Collezionista – Creatore”

La Fondation Louis Vuitton prosegue la sua ricerca delle figure pioniere che hanno contribuito alla storia dell’arte moderna con una mostra eccezionale: “Gustave Fayet: Collezionista – Creatore” dal 9 ottobre 2026 all’8 marzo 2027

Paul Gauguin, Three Tahitians, 1899

Sulla scia delle mostre “Icone dell’arte moderna”, dedicate a grandi collezionisti come Sergej Ščukin, i fratelli Michail e Ivan Morozov, e Samuel Courtauld, la Fondation Louis Vuitton prosegue la sua ricerca delle figure pioniere che hanno contribuito alla storia dell’arte moderna con una mostra eccezionale: “Gustave Fayet: Collezionista – Creatore”, presentata dal 9 ottobre 2026 all’8 marzo 2027.

Questo progetto di grande respiro occupa tutti gli spazi della Fondation Louis Vuitton e si articola in due sezioni — Gustave Fayet collezionista e Gustave Fayet creatore — rivelando la singolarità di una passione in cui collezione, creazione e impegno artistico dialogano tra loro. La mostra traccia così il ritratto di un protagonista essenziale della modernità a cavallo del secolo, oggi ingiustamente dimenticato. La mostra costituisce un evento senza precedenti. Riunisce, da un lato, per la prima volta da un secolo, più di 250 opere di una collezione straordinaria, oggi dispersa in tutto il mondo e, dall’altro, 374 creazioni di Gustave Fayet, per la maggior parte mai esposte al pubblico e restaurate per l’occasione.

Frutto di una ricerca durata diversi anni, la mostra gode del sostegno di 64 istituzioni internazionali e 71 collezioni private. Questo evento inedito svela la personalità di spicco di Gustave Fayet (1865-1925), al contempo collezionista appassionato, artista, creatore prolifico e instancabile imprenditore nel campo delle arti decorative. Dietro questo nome poco noto si cela infatti uno dei grandi difensori dell’avanguardia del suo tempo, un uomo che ha contribuito attivamente all’affermazione dell’arte moderna in tutte le sue forme. Gustave Fayet è tra i primi a collezionare Van Gogh, a esporre Picasso o a creare nella sua casa, nel cuore di Parigi, un “museo Gauguin”, ricco di quasi 200 opere, affollato da artisti e collezionisti dell’epoca. Amico e fervente ammiratore di Redon, gli offre l’opportunità di realizzare una grande decorazione, rimasta segreta, nella sua abbazia nel sud della Francia, a Fontfroide. Gustave Fayet non è solo un collezionista d’eccezione che ha raccolto oltre 750 opere fondamentali di arte moderna (escluse le stampe), nella seconda parte della sua vita è stato anche un creatore il cui successo ha segnato le arti decorative dell’inizio del XX secolo.

Pittore, acquerellista, ceramista, decoratore, creatore di tappeti, tessuti e carte da parati, illustratore di libri, incarna una generazione per la quale l’arte permea ogni aspetto della vita. Le sue creazioni, diffuse nelle più grandi gallerie e negli importanti saloni della sua epoca, seducono figure influenti come Paul Poiret, Jacques Doucet o Jeanne Lanvin. Dall’Art Nouveau all’Art Déco, Fayet partecipa a pieno titolo all’invenzione di una nuova arte di vivere in cui belle arti e arti decorative si fondono. Per Gustave Fayet, collezionare e creare si uniscono in un medesimo slancio. Questa prima mostra di respiro internazionale dedicata a questa figura pionieristica sotto molti aspetti, svela un universo prolifico e apre un nuovo capitolo dell’arte moderna e delle arti decorative dell’inizio del XX secolo. L’ambizioso progetto riunisce in totale 728 opere e documenti suddivisi tra le due sezioni della mostra.

Gustave Fayet: la collezione presentata su tre livelli della Fondation Louis Vuitton

La mostra mette in luce un insieme di 10 dipinti di Vincent Van Gogh, 78 opere di Paul Gauguin, 86 opere di Odilon Redon, nonché dipinti e pastelli di Edgar Degas, Paul Cézanne, Henri de Toulouse-Lautrec, Pierre-Auguste Renoir, Berthe Morisot, Paul Signac, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard e Henri Matisse.

Alcuni momenti salienti: L’Autoritratto con orecchio bendato e pipa di Vincent Van Gogh

Uno degli eventi di spicco di questa mostra è la presentazione dell’Autoritratto con orecchio bendato e pipa di Vincent Van Gogh, che non viene esposto in Francia dal 1937 e non è mai stato prestato per una mostra dal 1990. Dipinto dopo la drammatica rottura tra Paul Gauguin e Vincent Van Gogh, questo quadro sconvolgente mostra un artista ferito ma determinato a continuare a dipingere. L’Autoritratto con tavolozza di Paul Gauguin gli farà eco: due visioni radicali dell’artista moderno dialogano così in un confronto inedito.

Il Cristo giallo, Autoritratto con il Cristo giallo e Il Calvario bretone: tre capolavori di Gauguin

La mostra riunisce Il Cristo giallo (1889, Buffalo AKG Art Museum), L’Autoritratto con il Cristo giallo (1890-1891, Musée d’Orsay, Parigi) e Il Calvario bretone (1889, Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles), appartenuti a Gustave Fayet e ai suoi amici intimi George Daniel de Monfreid e Maurice Fabre. Tre dipinti, tre collezionisti del sud della Francia, uniti e complici nella loro passione per Gauguin, tre tipologie di autoritratto formano una costellazione unica che testimonia il ruolo decisivo svolto da Fayet nel riconoscimento dell’artista. È la prima volta che queste tre opere vengono riunite in Francia.

Il Giorno, La Notte e Il Silenzio: una decorazione straordinaria di Odilon Redon

Altro momento fondamentale del percorso è la presentazione della decorazione che Odilon Redon dipinge per la biblioteca dell’abbazia cistercense di Fontfroide, che Fayet acquista nel 1908 per restaurarla e trasformarla in un’ “opera d’arte totale”. I pannelli vi sono tuttora gelosamente conservati. Per la prima volta, Il Giorno, La Notte e Il Silenzio, veri e propri testamenti artistici di Redon, vengono svelati al grande pubblico. Per Fayet, l’opera e l’amicizia del pittore simbolista aprono la strada a un’arte suggestiva e spirituale che nutre la sua stessa creazione.

Gustave Fayet creatore: un universo prolifico, un patrimonio restaurato e rivelato all’ultimo piano della Fondation

Un ricco insieme di creazioni riunite per la prima volta: 49 ceramiche, 17 messe in carta, 87 acquerelli su carta assorbente, 15 dipinti, pastelli e gouache, e 10 libri illustrati, tra cui le 42 tavole disegnate ispirandosi a Mireille, il poema provenzale di Frédéric Mistral, e il suo album-testamento, Fleurs.

La prima impresa artistica di Gustave Fayet: le ceramiche e la collaborazione con Louis Paul

Nel 1896, Gustave Fayet lancia la sua prima impresa nel campo delle arti decorative. Insieme al pittore e scultore Louis Paul (1858-1922), ex allievo di Rodin, fonda a Béziers un atelier di gres che produrrà oltre un centinaio di ceramiche fino al 1904. Il loro spirito d’iniziativa viene rapidamente ricompensato: nel giugno del 1898, Fayet presenta a Siegfried Bing alcune prove in gres che seducono il gallerista parigino, allora all’avanguardia nelle ricerche decorative.

Dalla “macchia” ai “giardini della fantasia”: gli acquerelli su carta assorbente

Intorno al 1912, dopo quasi dieci anni di interruzione, Gustave Fayet riprende il pennello: l’artista si è profondamente trasformato. All’universo controllato dei suoi primi paesaggi della Linguadoca succedono forme insolite, che emergono in un mondo fluttuante e indeterminato, ai confini dell’astrazione. “Una bella macchia può essere il punto di partenza di un bel disegno”, annota, sfruttando la casualità dell’incontro tra acquerello e carta assorbente per far nascere, nella materia stessa, un tripudio di fiori. Queste opere diventano presto la sua firma visiva, che declinerà in seguito in carte da parati, tessuti e tappeti.

“Basta linee geometriche, basta simmetria… ma spazio alla fantasia”: i tappeti disegnati per l’Atelier de la Dauphine

Nel 1920, Gustave Fayet fonda a Parigi l’Atelier de la Dauphine, con l’obiettivo di trasformare in tappeti le “migliaia di documenti, disegni, acquerelli” accumulati fin dai suoi primi fogli di carta assorbente nel 1912. I suoi tappeti incontrano un successo immediato presso gli amatori — Jeanne Lanvin, Jacques Doucet, Léon Losseau, i fratelli Kapferer, Robert de Rothschild o ancora il maragià di Indore… Questa produzione si inserisce in un progetto di rinnovamento della decorazione, che contrappone ai motivi geometrici tradizionali una botanica liberamente ispirata alle forme vegetali e acquatiche: “Basta linee geometriche, basta simmetria, basta mazzi di fiori che si ripetono […] ma fantasia. Non ne metteremo mai abbastanza nelle nostre opere.” Ogni tappeto si legge così come un quadro.

Importanti restauri: tappeti, cartoni preparatori, abiti

In occasione della mostra, la Fondation Louis Vuitton ha condotto importanti campagne di restauro, tra cui figurano i tappeti realizzati per la Maison Léon Losseau a Mons (Belgio), capolavoro dell’Art Nouveau, nonché un insieme di cartoni preparatori, che svelano una straordinaria sezione della produzione. Una decina di abiti che illustrano i legami di Fayet con Paul Poiret, Jacques Doucet e Jeanne Lanvin sono stati identificati e restaurati.
Con la mostra “Gustave Fayet: Collezionista – Creatore”, la Fondation Louis Vuitton svela un continente dimenticato della storia dell’arte moderna e delle arti decorative: l’universo affascinante di un uomo la cui intera vita sembra essere stata guidata dalle parole del suo amico André Suarès:”Ha fatto tutto con arte”.

Commissariato, allestimento, pubblicazioni e programmazione associata

Sylvie Patry, conservatrice generale del patrimonio e specialista di fama internazionale dell’arte della fine del XIX secolo e degli inizi del XX secolo, è il commissario generale della mostra e dirige il catalogo sulla collezione di Gustave Fayet.
Angeline Scherf, conservatrice presso la Fondation Louis Vuitton, cura il commissariato della sezione dedicata al creatore e la direzione del relativo catalogo.
La Fondation Louis Vuitton ha invitato Robert Carsen a ideare una scenografia sensibile e immersiva, capace di far rinascere i molteplici mondi di Gustave Fayet. Attraverso il gioco delle atmosfere, dei colori e dell’architettura degli spazi, egli fa rivivere i suoi universi — le sue case, i suoi luoghi di vita, le sue collezioni e le sue creazioni. Il percorso si sviluppa in una successione di sequenze distinte, che rivelano una lettura delle diverse sfaccettature di Fayet — collezionista, committente, creatore, imprenditore — garantendo al contempo la coerenza intima del suo sguardo. Ciascun insieme privilegia l’evocazione rispetto alla ricostruzione, restituendo la ricchezza e la diversità del suo universo.
Due volumi, coediti con Gallimard, esplorano le molteplici sfaccettature del collezionista e del creatore, mentre una banca dati accessibile a tutti censisce le circa 740 opere e il centinaio di stampe identificate a tutt’oggi della collezione di Gustave Fayet, testimoniandone la profusione e la varietà. Un simposio internazionale prolungherà questa ambiziosa impresa di ricerca.
La mostra sarà inoltre accompagnata da un documentario intitolato “Una vita per l’arte. Gustave Fayet, artista e collezionista della modernità”, cooprodotto da ARTE France, Eddy Story, la Fondation Louis Vuitton e MAGFF.

Courtesy of Louis Vuitton

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Pubblicato da
Rosalba Radica

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