Dolore terribile dopo il pedicure? Se hai questo sintomo, corri da un medico: devi curarti subito

Dolore forte, arrossamento e pus sono segnali da non ignorare: i consigli del podologo per curarla senza rischi

Un fastidio inizialmente lieve, ma che in pochi giorni può trasformarsi in un dolore insopportabile. L’unghia incarnita è una delle condizioni più dolorose e sottovalutate che possono colpire piedi di adulti, bambini e anziani. Può insorgere dopo un pedicure sbagliato, a causa di un taglio errato dell’unghia o dell’uso di scarpe troppo strette, ma anche per una predisposizione anatomica o semplicemente per traumi ripetuti.

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Dolore terribile dopo il pedicure? Se hai questo sintomo, corri da un medico: devi curarti subito – fashionpress.it

Quando compare il dolore acuto e l’area si arrossa o si gonfia, è fondamentale agire con tempestività. Lo conferma anche il dott. Eneo Meminaj, specialista podologo all’Istituto di Cura Città di Pavia.

Come si forma e quali sono i sintomi da non sottovalutare

“L’unghia incarnita – spiega il dott. Meminaj – si sviluppa quando una porzione di lamina ungueale penetra nella pelle della zona periungueale, causando una reazione infiammatoria”. A causare la condizione, oltre alla genetica, ci sono manicure aggressive, tagli troppo profondi o curvi, ma anche scarpe a punta stretta o inadatte.

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Come si forma e quali sono i sintomi da non sottovalutare – fashionpress.it

I sintomi sono chiari e tendono a peggiorare velocemente. All’inizio si avverte una sensazione di pressione o fastidio, soprattutto durante la camminata. Con il passare dei giorni, il dolore si fa più forte, fino a diventare lancinante. In alcuni casi, l’unghia cresce fuori sede e spinge verso l’interno della pelle, causando gonfiore, arrossamento marcato, fuoriuscita di pus e, nei casi più gravi, la formazione di un granuloma. Quando si arriva a questo punto, l’infiammazione è già in fase avanzata e richiede l’intervento di uno specialista.

“Intervenire subito – sottolinea il medico – è fondamentale per evitare che la condizione si aggravi o sfoci in un’infezione profonda”.

Cosa fare (e cosa evitare): terapie conservative e opzioni chirurgiche

In fase iniziale, l’unghia incarnita può essere trattata con approccio conservativo. Il podologo effettua una pulizia accurata dell’unghia e valuta se procedere con una onicectomia parziale non invasiva, ovvero la rimozione di una piccola parte dell’unghia che preme sulla pelle. Successivamente si applicano garze sterili tra l’unghia e il bordo, disinfettanti e creme antibiotiche. La medicazione viene mantenuta per almeno una settimana, e la zona viene protetta con un bendaggio.

Il recupero in questi casi è rapido e il paziente può riprendere le normali attività nel giro di pochi giorni. Ma se l’infiammazione è avanzata o se si ripresenta con frequenza, si passa a un trattamento più deciso: l’onicectomia parziale chirurgica.

Questa procedura può essere eseguita con due tecniche:

  • Chirurgia tradizionale, con anestesia locale e rimozione parziale della radice dell’unghia. Richiede circa 3 settimane di recupero.

  • Laser o fenolizzazione, tecnica meno invasiva che utilizza il fenolo (una sostanza acida) per necrotizzare selettivamente la radice ungueale. In questo caso, i tempi di guarigione si riducono a 7–8 giorni, senza punti di sutura.

Dopo l’intervento, è importante non bagnare il piede, evitare sforzi o sport, e indossare calzature comode con punta larga, per evitare pressioni sull’unghia in ricrescita.

Se non puoi recarti subito dal podologo, puoi provare a tamponare il dolore a casa con pediluvi in acqua fredda e euclorina, applicare disinfettanti locali, tenere la zona pulita e asciutta e soprattutto evitare scarpe strette. Ma attenzione: questi rimedi sono solo temporanei. Il rischio di infezione o cronicizzazione è reale, quindi prima si interviene, meglio è.