La scomparsa di Valentino Garavani segna la fine di un’epoca, ma apre una nuova fase per le sue creazioni: quella della definitiva consacrazione storica.
Quando un grande maestro viene a mancare, ciò che ha firmato in vita smette di essere semplice moda e diventa testimonianza di un linguaggio creativo irripetibile. È un passaggio già visto in passato con altri nomi leggendari dell’alta moda, e che oggi riguarda da vicino anche Valentino.
Il mercato del vintage di lusso sta reagendo con estrema attenzione. Non si parla di speculazione immediata, ma di una rivalutazione graduale e costante dei capi realizzati sotto la direzione diretta dello stilista, soprattutto quelli prodotti tra gli anni Ottanta e i primi Duemila, periodo considerato da molti esperti uno dei più alti della sua carriera.
Perché i capi di Valentino adesso valgono oro
Anche pezzi apparentemente “semplici” stanno cambiando status. Un pantalone Valentino prêt-à-porter degli anni Novanta, in lana o seta, ben conservato e con etichetta originale, che fino a poco tempo fa si trovava sul mercato secondario tra i 150 e i 250 euro, oggi può superare facilmente i 400 euro, con punte più alte se legato a collezioni particolarmente riconoscibili. I modelli sartoriali, con costruzioni complesse e tagli tipici della maison, sono quelli che mostrano la crescita più evidente.

Salendo di livello, giacche e completi femminili o maschili firmati Valentino Garavani, prodotti quando lo stilista era ancora pienamente operativo, vengono oggi valutati tra i 900 e i 2.000 euro, a seconda dell’annata, dei materiali e dello stato di conservazione. Gli abiti da sera e i capi in rosso Valentino rappresentano una categoria a parte: qui le cifre possono raddoppiare, soprattutto se il modello è documentabile o riconducibile a sfilate iconiche.
Il discorso cambia ulteriormente quando si entra nel territorio dell’alta moda. Gli abiti couture, anche se non indossabili nella vita quotidiana, sono considerati veri pezzi da collezione. Alcuni modelli degli anni Ottanta e Novanta, apparsi in passerella o realizzati su misura, vengono oggi trattati come opere d’archivio, con valutazioni che partono da diverse migliaia di euro e continuano a salire.
A fare la differenza non è solo il nome sull’etichetta, ma il momento storico in cui il capo è stato creato. Le creazioni nate quando Valentino Garavani firmava personalmente ogni collezione sono percepite come finite, non replicabili. Ed è proprio questa consapevolezza che alimenta l’interesse di collezionisti e appassionati.
In questo contesto, un capo dimenticato in un armadio può improvvisamente assumere un valore diverso. Non per cinismo, ma perché la moda, come l’arte, vive anche di memoria. Valentino ha costruito un’estetica che non segue le tendenze, e per questo oggi le sue creazioni vengono guardate con occhi nuovi: non più solo come abiti da indossare, ma come frammenti di una storia che non potrà più essere riscritta.



























