“Sopporto poco l’estate e questa storia strizza l’occhio a chi la pensa come me.”
È una favola in cui i protagonisti sono i ragazzi della crew, che interpretano principi, fate e regine Cracker. I look sono stati pensati e ispirati a loro: ogni componente della crew è diverso, fisicamente e creativamente. Per questo, per la collezione Spring Summer 2027 il processo è iniziato proprio da chi avrebbe indossato i vestiti. Li ho costruiti addosso a loro, come si faceva con le paper doll ormai sparite dalla circolazione.
Una partita a GIRA LA MODA con la Cracker Crew: prima vengono le persone, poi i vestiti.
Quando penso a una collezione ho in testa un sacco di cose. Seguo un messaggio, ma lo faccio avvolto in un caos estetico fatto di favole infantili, libri illustrati, ricordi in cui mi rifugio quando tutto va male, il mio gatto sempre presente e le mie collezioni di oggetti, che mi impediscono di crescere completamente e prendermi troppo sul serio.
Da piccolo amavo la scena di Cenerentola in cui i topini facevano effettivamente upcycling. Li imitavo usando i tessuti che trovavo in casa. Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe diventato il mio futuro quel gioco spontaneo?
Non voglio prendermi troppo sul serio. Mi annoia quasi tutto, ADHD a parte e, in questo lavoro che ho scelto e che sono grato di poter fare, voglio continuare a giocare e divertirmi, senza sacrificare nessun dettaglio della storia che mi ha portato fino a questo show.
L’economia di oggi spaventa e preoccupa anche molti dei miei amici designer, “eternamente emergenti”. Io vorrei urlare assieme a loro che non ho paura, perché la paura, la prima cosa che sacrifica è la creatività. Per me la creatività è il motivo per cui mi sveglio ogni giorno e il carburante che mi permette di affrontare un mondo che gira al contrario.
Questa collezione raccoglie alcuni modelli della storia di Simon Cracker fin dal 2010, ma sono stati scelti in base alle critiche ricevute nel tempo. I dettagli che davano più fastidio sono stati ripetuti ed enfatizzati; quelli considerati errori o difetti da correggere sono stati recuperati apposta.
Oggi, anche una collezione bellissima non garantisce di vendere. Tanto vale essere sestessi fino in fondo.
Ho immaginato di mettere quaranta abiti da sposa dentro un gigantesco frullatore, scombinando silhouette e volumi e portandoli dove normalmente non starebbero. Nascono così cappe a fungo con fiocchi, milioni di balze, tulle e crinoline che assumono la texture della muffa sugli agrumi d’estate.
Il denim accompagna tessuti pregiati come il raso e la seta: vengono tinti e bolliti fino a diventare quasi scultorei. I capispalla sono leggeri e freschi, realizzati con cotone proveniente da lenzuoli bianchi. Anche questi vengono bolliti e tinti nelle tonalità salvia, blu e magenta.
Con il caldo cocente che scioglie gelati e ghiaccioli, tutto cola sui vestiti. In questo caso, i ghiaccioli di Simon Cracker si sono sciolti sul modello di borsa “Saccoccia”, su sandali platform e modelli iconici come la scarpa 1461 di Dr. Martens e sulle montature degli occhiali da sole.
Ricordiamoci che, oltre a salvare il mondo, ogni tanto dobbiamo anche divertirci.
È il messaggio che vorrei mandare alle nuove generazioni, a chi studia e sogna di lavorare in questo settore, e a chi pensa che non ci sia posto per sé in questo ambiente. State crescendo e diventando adulti tra responsabilità e problemi causati da chissà chi, molto prima di voi.
Quel posto cercatelo. Oppure createvelo. Urlate. E dite sempre la vostra.
PH: Francesco Pividori @phrancescopividori
Courtesy of Fayer Communication per Simon Cracker
































