THE FASHION PACT: Le principali maison del lusso insieme per promuovere un’azione collettiva volta alla decarbonizzazione delle filiere della moda
• La nuova iniziativa di The Fashion Pact riunisce maison del lusso come CHANEL, Ermenegildo Zegna Group, Kering, il Gruppo Moncler e il Gruppo Prada
• L’European Accelerator promuove un’azione collettiva per la decarbonizzazione delle filiere della moda, con un focus iniziale sull’Italia, a partire dalla definizione di un questionario facoltativo e non esaustivo, rivolto ai fornitori, per la raccolta dei principali dati ambientali
• L’iniziativa invita altri brand ad adottare pratiche armonizzate in materia di dati ambientali e contribuire allo sviluppo di filiere più sostenibili
Alcuni tra i più importanti brand del lusso a livello internazionale hanno annunciato oggi una nuova iniziativa volta ad accelerare la decarbonizzazione delle filiere della moda.
Guidato da The Fashion Pact, l’European Accelerator riunisce gruppi e maison del lusso – tra cui CHANEL, Ermenegildo Zegna Group, Kering, Gruppo Moncler e il Gruppo Prada – traendo spunto dalle prospettive di associazioni di settore come Confindustria Moda e Camera Nazionale della Moda Italiana, per promuovere un’azione collettiva orientata alla riduzione delle emissioni, all’aumento dell’efficienza e alla costruzione di una resilienza a lungo termine nelle filiere del settore.
L’iniziativa, che prende il via in Italia, si articola in tre aree di lavoro interconnesse tra loro con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione delle filiere.
In primo luogo, l’iniziativa mira a coinvolgere l’industria della moda di lusso nella definizione di un questionario facoltativo e non esaustivo, rivolto ai fornitori, concernente la raccolta dei principali dati ambientali. L’obiettivo è migliorare la qualità e la coerenza delle metriche ambientali, semplificando al contempo gli oneri amministrativi legati alla rendicontazione da parte dei fornitori.
Successivamente, l’European Accelerator si concentrerà sul rafforzamento delle competenze dei fornitori e sull’individuazione di opportunità per migliorare l’efficienza e favorire l’adozione di energie rinnovabili.
Riconoscendo che l’accesso ai finanziamenti rappresenta tuttora uno degli ostacoli principali per il progresso, l’iniziativa si impegnerà inoltre a creare nuove opportunità che consentano ai fornitori di accedere ai capitali necessari per investire in tecnologie più pulite e sostenere una trasformazione di lungo periodo.
Verso una raccolta armonizzata dei dati ambientali dei fornitori
La prima fase dell’European Accelerator affronta il tema della riduzione dell’onere amministrativo legato alla rendicontazione di sostenibilità da parte dei fornitori, attraverso un questionario facoltativo e non esaustivo dedicato alla raccolta dei principali dati ambientali rilevanti.
Nell’ambito dell’iniziativa, i brand aderenti hanno collaborato alla definizione di un questionario per i fornitori incentrato su dati relativi a energia, acqua e rifiuti, testato nell’arco di sei settimane con un gruppo eterogeneo di 74 fornitori in Italia, tra cui produttori di articoli finiti, concerie, produttori di tessuti e filati e produttori di accessori. Il questionario integra anche suggerimenti della Camera Nazionale della Moda Italiana, che riunisce oltre 200 marchi associati.
Attraverso lo sviluppo di un modello di domande per una raccolta armonizzata dei dati ambientali, l’iniziativa si impegna a favorire la chiarezza, ridurre gli oneri amministrativi di rendicontazione per i fornitori e promuovere concretamente il progresso ambientale nelle filiere della moda. I fornitori, a loro volta, potranno beneficiare di un processo di rendicontazione semplificato, che elimina duplicazioni, migliora l’affidabilità dei dati e consente un significativo risparmio di tempo.
Il questionario, elaborato con il supporto tecnico di Quantis, società di consulenza ambientale del gruppo BCG, è disponibile per tutti i brand della moda su base facoltativa e non esclusiva. Rendendo il questionario disponibile, l’iniziativa mira a incoraggiare l’adozione di metriche di rendicontazione armonizzate da parte di un numero crescente di brand. Già adottato da diversi fornitori, sarà progressivamente esteso lungo l’intera filiera. Un comitato tecnico ne curerà l’aggiornamento periodico, garantendo l’allineamento alle normative più recenti e alle migliori pratiche del settore.
Decarbonizzare le filiere italiane
Secondo le stime, saranno necessari 4,4 miliardi di euro entro il 2030 affinché il settore europeo della moda possa raggiungere i propri obiettivi di decarbonizzazione.*
Tuttavia, in Italia, dove si concentra gran parte della produzione dei marchi del lusso, le pressioni economiche, come l’elevato livello di indebitamento, rendono insostenibile gli investimenti necessari per circa il 58% dei fornitori.* Inoltre, la mancanza di standard condivisi nella rendicontazione di sostenibilità ha reso complesso ottenere dati accurati sulle pratiche ambientali dei fornitori.
Credits: © Courtesy of Comin & Partners































