Genny Fall Winter 2026-27 Fashion Show

Genny Fall Winter 2026-27 Fashion Show

Disciplina e fioritura, i gesti controllati da un’idea di eleganza senza compromessi e l’espansione organica di un fiore che diventa scultura.

Il punto di partenza della collezione Genny FW2627 di Sara Cavazza Facchini, è qualcosa che viene dal lontano: la moda lanciata durante il Direttorio (1795/1799) da “Les Incroyables e les Merveilleuses”. Erano persone talmente rigorose nella continua ricerca di un’immagine assoluta e piena di regole da rispettare che il loro stile ha poi determinato la nascita del dandismo. Il guardaroba maschile fatto da blazer affilati, gilet strutturati, pantaloni impeccabili e camicie dagli alti colli viene riletto sul corpo femminile con una precisione quasi architettonica.

La silhouette è verticale, composta, misurata. Ma la disciplina non è mai sterile: dal centro della costruzione sartoriale emerge il fiore. Non è stampato né decorativo, ma scultoreo e monumentale. Petali tridimensionali si trasformano in gonne-corolla con volumi che si aprono come architetture botaniche. Il busto rimane asciutto e controllato mentre la parte inferiore esplode nella geometria variabile della natura.

Ci sono fiocchi e volant. I primi vengono trasformati in dettagli sartoriali che sostituiscono l’allacciatura di una sensuale camicia bianca dal taglio maschile oppure si allacciano sui revers di una raffinata giacca da smoking. Invece i volant sostituiscono i revers di un’impeccabile giacca allungata sui fianchi e disegnano i contorni di una sensuale tuta con i pantaloni a sigaretta. Le piume non sono ornamento nostalgico ma materia viva: si adagiano su top strutturati e avvolgono cappotti con leggerezza teatrale, creando un movimento che contrasta la rigidità del tailoring. Sono accenti di aria dentro la costruzione.

Genny Fall Winter 2026-27 Fashion Show

Per quel che riguarda le vibrazioni cromatiche il nero resta fondamento mentre l’avorio respira accanto a lui. Poi compaiono fucsia vibrante, lilla polveroso e giallo pallido, come pigmenti sottratti a un giardino astratto.

L’animalier — già presente come eco istintiva — si dissolve ora in toni sfumati, quasi ombre naturali che attraversano i tessuti senza mai diventare aggressivi. Fiocchi importanti applicati come spille su camicie e abiti, un segno grafico per interrompere la linearità del completo maschile. Sul fiocco il rigore si piega e si rende consapevolmente estetico. Le modelle indossano ciabatte e mocassini, sottraendo formalità all’immagine. Il contrasto è voluto: architetture sartoriali sopra, passo rilassato sotto.

È uno stile che non chiede permesso e non ha bisogno di tacchi per affermarsi. Una donna che entra con la compostezza di un gentleman e si espande come una scultura in fiore.

STYLING: Alex Harrington
MUSIC PRODUCTION : Matteo Ceccarini
MAKE-UP: Karin Westerlund
HAIR STYLIST: Naoki Komiya at Julian Watson Agency
MANICURE: sponsored by Faby

Courtesy of Genny