Quanto costa una manicure? Ecco come sono cambiati i prezzi negli anni: salasso per i portafogli degli italiani

I nuovi smalti vietano sostanze tossiche: la manicure costa di più, ma è più sicura per pelle e ambiente.

Negli ultimi mesi, l’industria della manicure professionale è entrata in una fase di transizione forzata. Alcuni ingredienti chimici utilizzati per anni nei comuni smalti per unghie sono stati ufficialmente vietati in Europa, obbligando produttori e saloni a rivedere formule e tecniche. Il motivo è chiaro: migliorare la sicurezza per la salute dei consumatori e ridurre l’impatto ambientale.

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Quanto costa una manicure? Ecco come sono cambiati i prezzi negli anni: salasso per i portafogli degli italiani – fashionpress.it

Ma questa rivoluzione normativa, pur necessaria, ha un effetto collaterale inevitabile: l’aumento dei prezzi. I centri estetici si trovano a gestire materie prime più costose, procedure più complesse e la necessità di formare il personale su nuovi protocolli. A pagarne le conseguenze, almeno in parte, sono i clienti.

Smalti vietati e formule nuove: come cambia davvero il lavoro nei saloni

Le sostanze vietate includono solventi organici e metalli pesanti, spesso presenti nei vecchi smalti per garantire durata e brillantezza. Studi scientifici e pressioni da parte delle autorità sanitarie hanno portato al loro divieto progressivo, soprattutto per le implicazioni legate all’esposizione continua. Chi lavora tutti i giorni con questi prodotti, come estetiste e onicotecniche, correva rischi per la pelle, le vie respiratorie, la salute ormonale. Anche per questo, l’Unione Europea ha scelto di alzare l’asticella.

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Quanto costa una manicure? Ecco come sono cambiati i prezzi negli anni: salasso per i portafogli degli italiani – fashionpress.it

Le nuove formule, più tecnologiche e “clean”, sono realizzate con ingredienti selezionati e sottoposti a test molto più severi. Richiedono però una produzione più costosa e spesso una gestione differente nei saloni, anche solo per quanto riguarda i tempi di posa, l’asciugatura e la rimozione. Questo significa più tempo per ogni seduta, attrezzature diverse, materiali monouso più sofisticati. Tutti fattori che si sommano e fanno aumentare il costo finale della manicure, anche se in modo graduale.

Le professioniste del settore confermano che questa transizione ha costretto molti a ripensare l’organizzazione del lavoro. Le clienti più attente apprezzano la maggiore trasparenza sulle formule, ma in tanti si chiedono se questo miglioramento valga davvero la spesa in più. In realtà, si tratta di una scelta strutturale, non temporanea. L’estetica diventa un campo normato quasi come quello farmaceutico, almeno per alcuni aspetti. E nel prossimo futuro, i controlli potrebbero estendersi anche ad altri prodotti beauty ritenuti fino ad oggi innocui.

Sicurezza per la salute e minore impatto ambientale: perché questo passaggio è inevitabile

Nonostante gli effetti sui listini dei saloni, il passaggio verso smalti più sicuri e sostenibili segna un passo obbligato per tutto il comparto. Gli studi più recenti hanno evidenziato come alcune sostanze prima tollerate potessero provocare irritazioni croniche, dermatiti, alterazioni ormonali nei soggetti esposti quotidianamente. Chi lavora nel beauty, ma anche chi si sottopone a trattamenti regolari, è parte di una categoria vulnerabile che va tutelata. Ecco perché i divieti imposti non riguardano solo i prodotti da banco, ma coinvolgono direttamente il cuore del lavoro estetico.

Oltre alla salute, c’è la questione dell’ambiente. I vecchi smalti contenevano composti che, una volta dispersi, contribuivano all’inquinamento delle acque e alla diffusione di microinquinanti persistenti. Le nuove formule, anche quando non sono totalmente naturali, puntano su componenti a bassa tossicità e più facili da smaltire. Una trasformazione che allinea il settore della bellezza ai principi della cosmesi sostenibile, sempre più richiesti da un pubblico sensibile e consapevole.

Ma non è tutto. Anche la formazione del personale sta cambiando. Chi lavora nei centri estetici oggi deve saper leggere le etichette, distinguere tra ingredienti accettabili e vietati, aggiornarsi costantemente. L’uso di strumenti più delicati e di nuove tecniche di rimozione richiede competenze aggiuntive, che giustificano parte del rincaro. Alcuni saloni hanno già iniziato a proporre trattamenti “green”, comunicandolo chiaramente al cliente. In questo modo, il valore del servizio si lega non solo al risultato estetico, ma anche alla garanzia di sicurezza chimica.

Chi si sottopone a manicure settimanali o frequenti si troverà a pagare qualche euro in più. Ma avrà in cambio un prodotto privo di sostanze tossiche, un ambiente più sano, e una scelta che va nella direzione della cura consapevole, non più solo estetica. La trasformazione è in corso. E stavolta, parte dalle unghie.