Lavare i capelli troppo spesso può danneggiare, troppo poco può infiammare: ecco cosa dice la dermatologia.
Quando si parla di lavaggio dei capelli, regole valide per tutti non ce ne sono. Il numero di volte giusto dipende da fattori individuali come il tipo di cuoio capelluto, la quantità di sebo prodotta, il clima in cui si vive, l’attività fisica quotidiana e persino l’età. C’è chi deve lavarli ogni giorno, chi solo una o due volte a settimana.

L’unica risposta scientificamente sensata è: dipende. L’equilibrio tra pulizia e protezione varia da persona a persona. Il sebo, una sostanza oleosa prodotta naturalmente, serve a proteggere e idratare il capello. Ma quando si accumula in eccesso, può provocare forfora, prurito o infiammazioni. In questi casi lavare regolarmente diventa essenziale, non per estetica ma per salute della cute.
Lavare troppo o troppo poco? La chiave è capire il linguaggio del cuoio capelluto
Il lavaggio dei capelli non è solo un gesto estetico. È parte integrante della cura della cute, che è viva, reattiva e sensibile agli stimoli esterni. Un cuoio capelluto pulito assorbe meglio i nutrienti, risponde meglio ai trattamenti e permette ai follicoli di lavorare in modo ottimale. Quando si accumulano residui di smog, sudore, cellule morte e prodotti cosmetici, il rischio è quello di un’ostruzione del follicolo e di un indebolimento progressivo della crescita.

Chi vive in città inquinate o fa sport tutti i giorni avrà esigenze diverse da chi conduce una vita più sedentaria. In questi casi è normale dover aumentare i lavaggi. Ma attenzione agli eccessi. Se si usano shampoo troppo sgrassanti, o si lava troppo frequentemente senza motivo reale, si rischia di rimuovere anche le difese naturali, provocando secchezza, desquamazione o produzione di sebo di rimbalzo. La cute, sentendosi “aggressa”, tende a produrre ancora più olio per compensare.
Gli esperti raccomandano di osservare i segnali del corpo: se i capelli iniziano a diventare pesanti, opachi, unti o con un odore sgradevole, è tempo di lavarli. Non bisogna né anticipare né aspettare troppo. Serve equilibrio. Una buona prassi è scegliere prodotti delicati, senza solfati aggressivi, adatti all’uso frequente. Le formule più moderne riescono a rispettare la barriera idrolipidica pur pulendo a fondo, specialmente quelle studiate per pelli sensibili o per lavaggi frequenti. L’importante è non fossilizzarsi su schemi fissi: l’ambiente, la stagione, persino l’umore possono influire su come reagisce la cute.
Capelli grassi, secchi, trattati o colorati: ogni tipo ha bisogno di ritmi e prodotti diversi
Chi ha capelli grassi tende ad avvertire la necessità di lavarli più spesso. È una condizione fisiologica legata a una maggiore attività delle ghiandole sebacee, tipica anche dell’età giovanile. In questi casi è corretto lavarli anche ogni giorno, purché si scelgano shampoo non troppo aggressivi, capaci di pulire senza irritare. Al contrario, chi ha capelli secchi o fragili, o una cute sensibile, deve rallentare il ritmo. Un lavaggio eccessivo può aumentare la fragilità del fusto e causare pruriti, desquamazioni, perdita di elasticità.
Anche i capelli trattati o colorati hanno esigenze specifiche. Il colore, specie se fatto con ossidanti, può sbiadire rapidamente se si usano shampoo non protettivi o se si lava troppo spesso. In questi casi è preferibile intervallare i lavaggi con l’uso di prodotti idratanti, leave-in o maschere. Il fusto trattato, già stressato chimicamente, va gestito con attenzione: ogni lavaggio è uno stress meccanico e termico, soprattutto se seguito da phon o piastra.
La stagione e il clima sono altri fattori rilevanti. In estate, con il sudore, la sabbia e il sole, è normale lavare di più. In inverno, spesso, si può ridurre la frequenza senza problemi. Anche la dieta influisce: carenze di vitamine del gruppo B o squilibri ormonali possono cambiare la qualità del sebo. Per questo, in caso di problemi persistenti, è utile un confronto con il dermatologo. La cute invia sempre segnali: capelli che si sporcano in meno di 24 ore, pruriti continui, desquamazioni, possono essere il segnale di dermatiti o squilibri ormonali.
L’igiene dei capelli non va sottovalutata. Ma nemmeno estremizzata. Capire quanto, come e con cosa lavarli fa parte della cura generale della persona. E anche se in rete circolano tante mode, dalla “no-poo” al co-wash, la dermatologia continua a ribadire che la regola è una sola: ascoltare la propria pelle.


























