Il pon pon sui cappelli ha un senso specifico, tu lo conosci?

Simbolo di eleganza e status, il cappello da donna segue regole precise di galateo tra storia, matrimoni e moda. Scopri come scegliere il modello giusto per ogni occasione.

Il cappello da donna, un accessorio intriso di storia e significati sociali, continua a rivestire un ruolo fondamentale nel galateo contemporaneo, soprattutto in occasioni formali come matrimoni ed eventi esclusivi quali il Royal Ascot.

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Pon Pon: perché esistono – Fashionpress.it

Nonostante oggi il copricapo abbia spesso una funzione più pratica che estetica, le regole del bon ton relative al cappello da signora restano imprescindibili per chi desidera un look impeccabile e rispettoso delle tradizioni.

Storia e valore sociale del cappello femminile con pon pon

Nel corso dei secoli, il cappello è stato molto più di un semplice accessorio: rappresentava un vero e proprio segnale di status sociale e persino di condizione personale. Nel passato, la foggia e la presenza del cappello indicavano il rango, la ricchezza e lo stato civile di una donna. Ad esempio, una giovane nubile non avrebbe mai mostrato il capo scoperto in pubblico, poiché la chioma femminile era considerata un elemento di forte fascino e seduzione. Ancora oggi, alcune fedi religiose impongono alle donne sposate o in età da marito di coprirsi i capelli fuori dalle mura domestiche.

L’adozione del cappello come accessorio di moda nasce nel Quattrocento, ma è durante l’epoca Regency che si assiste alla sua massima diffusione, con un’evoluzione stilistica che prosegue fino ai primi del Novecento. La Seconda Guerra Mondiale segna una svolta, portando a un progressivo abbandono dell’uso massiccio del cappello, fino agli anni Cinquanta. Negli anni Sessanta, però, esso diventa simbolo di eleganza e classe, rimanendo un elemento distintivo nelle occasioni formali.

Il bon ton femminile sul cappello si differenzia nettamente da quello maschile: mentre agli uomini è spesso richiesto di togliere il cappello in molte situazioni, alle donne è generalmente concesso di tenerlo, purché non risulti di intralcio o scomodo. È quindi accettato indossare il cappello in chiesa, a teatro, al cinema e in eventi pubblici, purché il copricapo non ostacoli la visuale degli altri.

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A cosa servono i pon pon – Fashionpress.it

Durante i pasti, il cappello può essere mantenuto solo in cerimonie formali, come matrimoni o pranzi in ristoranti di lusso; in contesti più informali, invece, è buona norma toglierlo entrando in casa o in locali privati. Sul posto di lavoro, invece, l’uso del cappello è generalmente sconsigliato, così come in ambienti chiusi o durante i pasti quotidiani.

Una curiosità sul galateo inglese: secondo Julian Fellowes, creatore di “Downton Abbey” e figura autorevole in fatto di bon ton, l’unico luogo in cui una donna può togliere il cappello è la propria camera da letto. Un’altra regola riguarda i saluti affettuosi in presenza di cappelli voluminosi: è preferibile evitare baci o strette di mano troppo ravvicinate per non rischiare di far volare via il copricapo.

Anche se la presenza di donne con cappello è ormai rara nella vita quotidiana, i matrimoni restano l’occasione privilegiata per sfoggiare questo accessorio con stile e rispetto delle regole. In passato, solo se la madre della sposa indossava il cappello era consentito alle invitate fare altrettanto; oggi, con l’evoluzione delle usanze, questa regola è meno rigida, ma alcune prescrizioni di bon ton rimangono valide.

È fondamentale mantenere il cappello durante tutta la cerimonia e il banchetto, rimuovendolo solo al termine del pasto. Tradizionalmente, il copricapo va inclinato verso destra e sono sconsigliati i colori nero e bianco, per rispetto verso la sposa. Inoltre, la dimensione della falda deve essere proporzionata all’orario: cappelli a tesa larga sono più adatti a cerimonie mattutine, mentre quelli più piccoli e minimal sono preferibili nel pomeriggio. La sera, invece, il cappello non va indossato.